Percorso Artistico

8 - 13 anni

LA SISTINA PRIMA DI MICHELANGELO

Gli affreschi dei grandi artisti del Rinascimento italiano

Dallo Show

Michelangelo I maestri fiorentini furono un regalo di Lorenzo de Medici al papa Sisto IV.

Giulio II Lorenzo è stato come un padre, per te…

Michelangelo Io non ho neanche padri.

Giulio II - Vanità delle vanità. Se non fossi stato solo un bambino, Lorenzo avrebbe spedito anche te qui a Roma a dipingere Mosè e Cristo.

Pierfrancesco Favino (voce di Michelangelo)
Ennio Coltorti (voce di Giulio II)

 

Il 15 agosto 1483, quando la Cappella Sistina fu consacrata, non c’era ancora traccia dei capolavori di Michelangelo. La volta, oggi occupata dalle Storie della Genesi e dalle Storie dell’Antico Testamento, era molto diversa, dipinta con un semplice cielo stellato, mentre gli affreschi delle pareti erano già la meraviglia che oggi conosciamo. Sisto IV li aveva commissionati ai grandi artisti del Rinascimento fiorentino, che in soli due anni trasformano la Cappella Sistina in un’incredibile storia a colori.

 

Studio preliminare allo show – Visual, La Cappella Sistina. Gli affreschi delle pareti laterali | © BWS

La Sistina prima di Michelangelo

1. Il programma iconografico di Sisto IV

Il papa rappresentante di Cristo sulla terra

Già prima di Michelangelo quindi la Cappella Sistina è ricchissima dal punto di vista pittorico.

La Cappella Sistina prima di Michelangelo | Public Domain

La decorazione si sviluppa su tre fasce orizzontali:
finti tendaggi in basso;
– le storie di Mosè e di Cristo nella fascia centrale, con l’Assunzione della Vergine sulla parete di fondo, dove ora si trova il Giudizio Universale;
– in alto, le figure dei primi 30 pontefici all’interno di nicchie dipinte;

Sopra tutto, la volta stellata di Piermatteo d’Amelia.

Con gli affreschi delle storie di Mosè e di Cristo, Papa Sisto IV vuole ribadire il valore e l’autorità del papa: il Pontefice, erede di Pietro, è il rappresentante di Cristo sulla terra, nel suo giudizio quindi è infallibile e ha pieni poteri. La Consegna delle chiavi di Perugino è da questo punto di vista l’affresco più importante del ciclo pittorico

Dallo Show

L'erede di Pietro

Giulio II Ecco, maestro. Ora sei al centro della Cappella Sistina: da questa parte le storie di Mosè, dall’altra le storie di Cristo. Dio ha scelto Mosè per guidare il suo popolo, e Cristo ha scelto Pietro per guidare la sua Chiesa.

Michelangelo E voi, in quanto papa, siete l’erede di Pietro.

Pierfrancesco Favino (voce di Michelangelo)
Ennio Coltorti (voce di Giulio II)

 

Studio preliminare allo show – Visual, La Cappella Sistina | © BWS

Per realizzare quello che ha in mente, Sisto IV chiama il Perugino e poi, su offerta di Lorenzo de’ Medici invita a Roma i più grandi talenti rinascimentali fiorentini: Botticelli, Ghirlandaio, Rosselli e i loro collaboratori, Pinturicchio, Luca Signorelli, Bartolomeo della Gatta, Piero di Cosimo, Biagio d’Antonio.

I pittori della Sistina useranno, per realizzare il ciclo di affreschi, comuni convenzioni rappresentative: la stessa gamma di colori ad esempio e rifiniture in oro per far risplendere le pitture ai bagliori delle torce e delle candele.

Insieme, questi artisti trasformano, in soli due anni, dal 1481 al 1482, l’austera Cappella Sistina in una meraviglia di storie e colori.

Cappella Sistina | © Governatorato S.C.V. – Direzione dei Musei

La Sistina prima di Michelangelo

2. Prima del Giudizio: gli affreschi di Perugino per la parete dietro l’altare

Gli affreschi di Perugino per la parete dietro l’altare

La decorazione della parete dell’altare, su cui oggi si ammira il Giudizio Universale, seguiva lo stesso schema delle altre pareti, basato su tre fasce affrescate orizzontali sovrapposte:

  • in basso erano dipinti i finti tendaggi;
  • nella fascia centrale comparivano tre affreschi del Perugino oggi perduti;
  • nella parte alta si aprivano due finestre con a lato figure di papi.

Chi entrava nella Cappella aveva dunque l’impressione di uno spazio unitario perché la decorazione e la narrazione proseguivano da una parete all’altra secondo una lettura orizzontale.

Studio preliminare allo show – Studio video design | © Luke Halls Studio

Al centro della parete c’era un affresco, di Pietro Vannucci (detto il Perugino), che simulava una pala d’altare. Possiamo farci un’idea dell’opera perduta – raffigurante la Vergine Assunta o, secondo alcuni, l’Immacolata Concezione – grazie a un disegno realizzato da un artista della bottega di Perugino.

Studio preliminare allo show – Studio video design | © Luke Halls Studio

Il disegno, conservato a Vienna, e riprodotto in Giudizio Universale. Michelangelo e i segreti della Cappella Sistina, mostra una Vergine Assunta in una mandorla circondata da schiere di cherubini e angeli musicanti; in basso vi sono i dodici apostoli, con San Tommaso inginocchiato al centro; in primo piano a sinistra vediamo papa Sisto IV in ginocchio, con la tiara pontificia poggiata per terra e san Pietro che gli sfiora il capo con la mano.

 

 

Perugino, Polittico Albani Torlonia | Public Domain

Accanto all’Assunzione, sempre sulla fascia centrale della parete dell’altare si trovavano due affreschi del Perugino raffiguranti La nascita e il ritrovamento di Mosè e la Natività di Cristo: erano quindi le scene iniziali del ciclo dedicato alle Storie di Mosè (che prosegue sulla parete sud) e del ciclo con le Storie di Gesù (che vediamo sulla parete nord).

Entrambi gli affreschi furono coperti da Michelangelo, e non ci sono copie o disegni che ne descrivano l’aspetto. Sappiamo solo che Perugino, qualche anno dopo, si sarebbe ispirato proprio alla Natività di Cristo della Sistina per la scena centrale del Polittico Albani, oggi a Villa Torlonia.

 

La Sistina prima di Michelangelo

3. Gli affreschi delle pareti laterali

I grandi artisti del Rinascimento fiorentino

Ecco come già nel 1483 le pareti della Cappella Sistina si mostravano agli occhi di coloro che entravano in questo scrigno di pura bellezza, anche se ancora non c’erano la volta e il Giudizio di Michelangelo

Grazie ai dialoghi di Giulio II e Michelangelo nello spettacolo Giudizio Universale. Michelangelo e i segreti della Cappella Sistina scopriamo gli affreschi delle pareti laterali, visualizzati e raccontati a coppie.

Dallo Show

L'iniziazione

Prima coppia di affreschi

Giulio II I primi due quadri sono l’iniziazione, l’ingresso alla vita nello spirito: di qua il viaggio di Mosè in Egitto, dall’altra parte il battesimo di Cristo…

Studio video design | © Luke Halls Studio

Prima coppia di affreschi

Viaggio di Mosè in Egitto

Perugino
Perugino, Viaggio di Mosè in Egitto © Governatorato S.C.V. – Direzione dei Musei

L’affresco realizzato nel 1482 raffigura il viaggio di Mosè verso l’Egitto dopo il suo esilio dalla terra di Madian. Durante il viaggio Mosè viene fermato da un angelo che gli ordina la circoncisione del secondogenito. La scena è composta secondo principi di equilibrio e simmetria, coi due gruppi in primo piano che fanno perno sull’angelo al centro e sullo sperone roccioso che si leva su di lui. Su questo asse, in secondo piano si vede anche il congedo di Mosè e di sua moglie da Jetro. Intorno a loro colline con sottili alberi e uccelli che volano.

Il Battesimo di Cristo

Perugino
Perugino, Il Battesimo di Cristo © Governatorato S.C.V. – Direzione dei Musei

L’episodio è impostato secondo uno schema simmetrico. Al centro il fiume Giordano scorre dritto verso lo spettatore, fino ai piedi di Gesù e di Giovanni Battista che lo sta battezzando, in primo piano. Dal cielo scende la colomba dello Spirito Santo, inviata da Dio Padre in alto, rappresentato entro un nimbo di luce con serafini e cherubini e affiancato da due angeli in volo. L’affresco fu realizzato nel 1482.

 

Dallo Show

Le tentazioni

Seconda coppia di affreschi

Michelangelo La seconda coppia di quadri è molto più “terrena”

Giulio II Vuoi dire che Botticelli è più “umano” di Perugino?

Michelangelo Le tentazioni sono umane, santità

Studio video design | © Luke Halls Studio

Seconda coppia di affreschi

Prove di Mosè

Botticelli
Botticelli, Prove di Mosè © Governatorato S.C.V. – Direzione dei Musei

L’affresco, simmetrico alle Tentazioni di Cristo dello stesso Botticelli e realizzato tra il 1481 e il 1482, rappresenta alcuni episodi della vita di Mosè. Si tratta di uno degli affreschi più complessi del ciclo dal punto di vista narrativo, perché l’autore condensa all’interno dello stesso affresco più scene, fino a coprire quasi 40 anni della vita del protagonista, sempre riconoscibile grazie ai colori della veste, verde e giallo oro.

 

Tentazioni di Cristo

Botticelli
Botticelli, Tentazioni di Cristo © Governatorato S.C.V. – Direzione dei Musei

Le tentazioni di Cristo descritte nel Vangelo di Matteo (Matteo 4,1-11),sono rappresentate qui in tre momenti successivi: in alto a sinistra Cristo incontra il demonio, sotto le sembianze di un eremita, che gli sollecita un miracolo allo scopo di tentarlo; al centro Satana, sulla sommità del frontone di un tempio che ricorda l’Ospedale di Santo Spirito (presso il Vaticano), di cui Sisto IV promosse la costruzione, sfida Gesù a gettarsi nel vuoto; infine, a destra, Cristo fa precipitare il demonio da una rupe. In primo piano, è raffigurato un rito sacrificale, per lo più interpretato come quello offerto dal lebbroso dopo essere stato risanato da Cristo

Dallo Show

Maestro

Terza coppia di affreschi

Giulio II Ah, sì. Il tuo maestro, Michelangelo. (riferendosi al Ghirlandaio)

Michelangelo Io non ho maestri.

Giulio II Oh, sei stato a bottega anche tu! Ricorda, la Superbia è un peccato capitale.

Studio video design | © Luke Halls Studio

Terza coppia di affreschi

Passaggio del Mar Rosso

Cosimo Rosselli o Biagio D’Antonio
Cosimo Rosselli o Biagio D’Antonio, Passaggio del Mar Rosso © Governatorato S.C.V. – Direzione dei Musei

L’affresco, di attribuzione incerta (Cosimo Rosselli o Biagio di Antonio Tucci), è stato realizzato tra il 1481 e il 1482. La scena fa parte del ciclo di storie della vita di Mosè. Mosè e Aronne chiedono al Faraone di liberare il loro popolo. Arrivati al Mar Rosso le acque si aprono come per miracolo per farli passare e si richiudono sui soldati del Faraone che li stanno inseguendo.

Vocazione dei primi Apostoli

Ghirlandaio
Ghirlandaio, Vocazione dei primi Apostoli © Governatorato S.C.V. – Direzione dei Musei

L’affresco è stato eseguito tra 1481 e il 1482 e rappresenta la chiamata degli Apostoli come riferisce l’evangelista Matteo (rif. Matteo 4, 18-22). “Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. E disse loro: “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini”. Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono”.

Dallo Show

La consegna della parola di Dio agli uomini

Quarta coppia di affreschi

Giulio II La quarta coppia di quadri ci insegna proprio questo: Mosè riceve le tavole dei comandamenti e il discorso della montagna di Gesù. La consegna della parola di Dio agli uomini.

Studio video design | © Luke Halls Studio

Quarta coppia di affreschi

Consegna delle Tavole della Legge

Cosimo Rosselli
Cosimo Rosselli, Le tavole della legge © Governatorato S.C.V. – Direzione dei Musei

L’affresco è stato eseguito tra il 1481 e il 1482. In alto, al centro del dipinto, si vede Mosè, vestito con una tunica dorata, inginocchiato sul monte Sinai, mentre riceve le Tavole della Legge da Dio, in basso Giosuè dormiente e vestito con una tunica blu. Il Signore appare in una nube circondato da angeli e proteso verso Mosè nell’atto di consegnare le Tavole.

Discorso della montagna

Cosimo Rosselli
Cosimo Rosselli, Il discorso della montagna © Governatorato S.C.V. – Direzione dei Musei

L’affresco realizzato tra 1481 e il 1482 fa parte delle Storie di Gesù e, come altre del ciclo, mostra più episodi contemporaneamente. Come nella Consegna delle Tavole della Legge a Mosè, anche qui il monte è il luogo in cui Dio manifesta la sua volontà di stabilire un contatto con gli uomini. Si vede infatti Cristo che, seguito dai dodici apostoli, scende dal monte e, poco dopo in primo piano, tiene il suo discorso alle folle, con gli apostoli compressi alla sua destra.

Dallo Show

Le chiavi, custodi della parola di Dio

Quinta coppia di affreschi

Giulio II Di fronte, infatti c’è il quadro più importante del ciclo: Gesù che consegna le chiavi a Pietro, il primo pontefice! Le chiavi custodiscono la parola di Dio.

Studio video design | © Luke Halls Studio

Quinta coppia di affreschi

Punizione di Core, Datan e Abiram

Botticelli
Botticelli, Punizione di Core, Datan e Abiram © Governatorato S.C.V. – Direzione dei Musei

Realizzato tra il 1480 e il 1482 da Botticelli e dai suoi aiutanti raffigura le punizioni che toccarono ai sacerdoti ebrei, membri di alcune famiglie che non riconoscevano a Mosè e ad Aronne l’autorità religiosa e civile sul popolo eletto. Per alcuni è un’allegoria di cosa spetta a coloro che si ribellano all’autorità del Papa.

Consegna delle chiavi

Perugino
Perugino, La consegna delle chiavi © Governatorato S.C.V. – Direzione dei Musei

L’affresco, realizzato tra il 1481 e il 1482, sottolinea la trasmissione del potere spirituale da Cristo a San Pietro, giustificandone il primato su cui si basava tutta l’autorità papale. Domina la scena in primo piano l’episodio della consegna a Pietro, inginocchiato davanti a Cristo, delle “chiavi del regno dei cieli”. Sullo sfondo il Tempio di Gerusalemme, rappresentato in forme rinascimentali come una costruzione.

Dallo Show

L'apertura alla vita eterna

Sesta coppia di affreschi

Giulio II Maestro, l’ultima coppia di quadri, la morte di Mosè e l’Ultima Cena, qui, appena dopo la congiunzione di terra e cielo, non significano la fine, significano l’apertura alla vita eterna.

Studio video design | © Luke Halls Studio

Sesta coppia di affreschi

Ultimi atti della vita di Mosè

Luca Signorelli e Bartolomeo della Gatta
Signorelli, Della Gatta, Ultimi atti della vita di Mosè © Governatorato S.C.V. – Direzione dei Musei

L’affresco, realizzato nel 1482, raffigura gli ultimi episodi della vita di Mosè, posti su due piani principali: in primo piano sono raffigurate due scene senza soluzione di continuità; sullo sfondo si trovano altri tre episodi e una piacevole apertura di paesaggio sulla destra. Il protagonista Mosè è sempre riconoscibile per la veste dorata e il mantello verde, che ricorre in tutte le scene della cappella. spetta a coloro che si ribella.

Ultima Cena / Crocifissione

Cosimo Rosselli
Cosimo Rosselli, Ultima Cena / Crocifissione © Governatorato S.C.V. – Direzione dei Musei

L’affresco, realizzato tra il 1481 e il 1482 rappresenta più episodi contemporaneamente, tra cui la Cena e la Passione. Sulla tavola non ci sono vivande ma un solo calice davanti a Cristo, quasi a simboleggiare del Sacro Graal.