Percorso professionale

14 - 19 anni

COREOGRAFIA

Fotis Nikolaou

Cosa fa il coreografo di uno show come Giudizio Universale?

Coreografia

1. Chi è e che cosa fa

Il coreografo è colui che “scrive” e realizza la coreografia, ovvero la partitura del movimento di danzatori e attori, in balletti, spettacoli teatrali, opere ed eventi. È il regista di una forma d’arte e di un’emozione fatta di corpi e movimento, di suono e musica. È l’autore di un’idea creativa che si esprime attraverso il movimento e i corpi delle persone con cui lavora, che si muove e arriva insieme alla musica, al suono, ai costumi che sceglie, alla scenografia in cui danzatori e attori vivono durante la performance.

Fotis Nikolaou e il cast durante le prove di Giudizio Universale | © AWS

Questo in linea generale, poi come in tutto, ogni persona, ogni professionista, crea il proprio ruolo a partire dalle proprie corde, in base alle proprie attitudini e alle proprie esperienze e poi, ogni progetto è l’inizio di una nuova ricerca.

 

Coreografia

2. A tu per tu con Fotis Nikolaou

Attraverso il corpo

Per avvicinarci a questa professione incontriamo Fotis Nikolaou, il coreografo di Giudizio Universale.

Dallo show – Il Diluvio universale | © Antonello&Montesi
Nell’immagine uno scatto tratto dalla coreografia del pezzo sul Diluvio Universale | © Antonello&Montesi
Fotis Nikolaou

Nato a Cipro, Fotis Nikolaou ha studiato danza ad Atene e a New York e si è esibito con alcune delle più importanti compagnie di ballo (Oktana, Sine Qua Non, Echo Arts, Noema Dance Works, Aelion, Omada Pente, Wrong Move/Lathos Kinisi, Chorika of Zouzou Nikoloudi, etc.), tra cui quella di Dimitris Papaioannou di cui è stato membro permanente per 10 anni. Quello che emerge ascoltando il suo racconto di questi anni, al di là dell’accademia, è il valore formativo dell’esperienza e, nell’esperienza, il valore dell’incontro con l’altro: sperimentare, scambiare esperienze e storie, modi di esprimersi attraverso il corpo. La qualità che contraddistingue gli anni della formazione è quella della spugna, assorbire e restituire, trasformare ciò che si è assorbito in qualcosa di nuovo, in quanto assolutamente personale.

Ho iniziato la mia formazione ad Atene alla scuola statale di danza. È strano che volessi studiare danza, non avendo mai ballato prima. Prima infatti ero un atleta. Da lì in avanti ho continuato per tutti questi anni a fare seminari e ad assorbire il più possibile e così ho fatto molta esperienza.

Fotis Nikolaou, tratto dal Docufilm “I mestieri dell’Artainment”, di Marco Proserpio

Verso la coreografia

Ed è proprio la ricchissima esperienza come danzatore, che conduce Fotis alla coreografia: la ricerca di un proprio vocabolario, di un linguaggio personale attraverso il quale raccontare storie ed emozioni.

È strano parlare di Coreografia […] quando ero giovane non avrei mai voluto fare questo lavoro, odiavo la coreografia. Negli anni, ho avuto la possibilità di danzare con le più importanti compagnie di danza in Grecia e a Cipro e ho avuto così tante esperienze diverse e visto così tanti modi, differenti, di fare le cose, che ho iniziato a cercare il mio linguaggio, il mio vocabolario. Ho iniziato a pensare che avrei voluto fare le cose in modo diverso e così ho iniziato a fare le mie coreografie

Nel 2003 fonda ad Atene X-it Dancetheatre, di cui è anche direttore artistico e coreografo, autore di produzioni che hanno partecipato ai più importanti festival internazionali: Not yet, The Ninth Hour, Amen, Waltz, Lamentu, Windstrasse, I am and I am not, Unravelling, A room to grow, Inland, These gentle hearts are like shot birds falling, etc.

Al centro della ricerca di Fotis Nikolaou ci sono le persone e le loro emozioni: portare fuori, attraverso il corpo che ne è espressione e traccia, paure, desideri, passioni, contraddizioni, imperfezioni.

Oltre al lavoro con la sua compagnia, ha continuato a svolgere attività come coreografo indipendente ed è stato attivo anche nel teatro classico e contemporaneo.

Ha ricevuto il premio Coreografia THOC per il pezzo “Electra-Orestes, The Trial” e tra le molte esperienze è stato coreografo di Orfeo e Euridice di Stephen Langridge (2006-2007) e di Elektra sempre di Langridge (2016-2017) per il Teatro dell’Opera di Gotenborg.

Inoltre ha curato le coreografie delle Cerimonie Olimpiche di Atene del 2004, esperienza sicuramente differente da quella più intima del teatro-danza: un grande evento, uno spazio enorme a cielo aperto, tantissime persone e spettatori e quindi la necessità di mettere in campo un linguaggio differente, con regole differenti.

E in tutte queste esperienze, in tutti questi progetti, se chiediamo a Fotis Nikolaou qual è l’aspetto del suo lavoro che più gli piace e lo stimola, ancora una volta la risposta è l’incontro con l’altro, luogo di un apprendimento continuo e sempre differente:

Quello che più mi piace del mio lavoro è essere in contatto con gente nuova, ogni volta. Ogni volta è come condividere una storia e in tutti questi incontri, loro imparano da me e io imparo molto da loro.

Fotis Nikolaou, tratto dal Docufilm “I mestieri dell’Artainment”, di Marco Proserpio

Ma cosa consiglierebbe Fotis Nikolaou alle ragazze e ai ragazzi interessati a lavorare in questo settore?

La generosità è la cosa più importante del lavoro di coreografo, dobbiamo essere generosi, perché è come se invitassi queste persone nel tuo mondo. Sei di fronte a loro e se mantieni una distanza nel lavoro con loro, credo non si possa stabilire la giusta connessione. Il messaggio, le emozioni non arrivano.

Fotis Nikolaou, tratto dal Docufilm “I mestieri dell’Artainment”, di Marco Proserpio

Coreografia

3. Fotis Nikolaou e Giudizio Universale

Dallo show – l peccato originale | Luca Parisse

Giudizio Universale è una grande live performance, un viaggio sensoriale e immersivo all’interno della Cappella Sistina e intorno alla figura di Michelangelo in cui il movimento dei corpi, così come ogni altro elemento che compone lo show, ci accompagna e che insieme agli altri pezzi dello show, contribuisce a creare il viaggio stesso. Lavorare in un evento di questo genere è sicuramente un’esperienza diversa rispetto a quella immediatamente più intima del teatro-danza.

Dallo Show

Lavoro corale

È una bella sensazione mettere la tua esperienza e la tua creatività al servizio di un lavoro corale, come questo.

Fotis Nikolaou, tratto dal Docufilm “I mestieri dell’Artainment”, di Marco Proserpio

Giudizio Universale è un grande show, mi riporta molto alla mia esperienza nelle cerimonie olimpiche, ma c’è una grande differenza, questa volta siamo in un teatro, non siamo in uno spazio aperto. È strano, è un grande show, ma è anche molto piccolo, intimo, perché il focus è un’anima, un uomo solo, Michelangelo, in un ambiente circostante enorme: come nel mondo, una persona sola nell’universo infinito. Michelangelo è al centro del grande palcoscenico, con un grande “allestimento” che si muove intorno a lui

Dallo show – Michelangelo, visioni | © Antonello&Montesi

Giudizio Universale non è teatro nel senso classico del termine, ma ha una grande storia da raccontare, una storia fatta di figure importanti e imponenti, Michelangelo e i Papi della Cappella Sistina, una sfida sicuramente impegnativa quella di rappresentare personaggi storici. Personaggi che si muovono, agiscono e reagiscono, figure storiche per cui si è cercato un tipo di movimento imponente, monumentale, non completamente realistico e molto contemporaneo dice Fotis Nikolaou, mentre intorno a loro il mondo di storia e colori del 500 si crea e si muove nello spazio dell’Auditorium grazie a tecnologie innovative e a un team internazionale di artisti.

Video Intervista a Fotis Nikolaou | © AWS