Percorso professionale

14 - 19 anni

DIREZIONE CREATIVA

Marco Balich

Giudizio Universale, l’idea creativa

Direzione creativa

1. Il direttore cretivo, chi è e che cosa fa

Che cosa c’è all’origine di Giudizio Universale. Michelangelo e i segreti della Cappella SistinaGiudizio Universale ha una storia, ha dei personaggi, è un mondo di colori, di suoni, di movimenti, una tecnologia all’avanguardia che ci porta dentro la Cappella Sistina. E prima di tutto questo, Giudizio Universale è un’idea, nasce da un’idea, un’idea creativa che determina scelte, stile, modi del comunicare.

Il direttore creativo di un evento, di una live performance è il “portatore” e il “custode” di questa idea creativa. È colui o colei che determina l’identità di un progetto, che ne definisce le linee di azione pratiche (aspetti economici compresi) e artistiche.

Fare lo show maker o il creatore di spettacoli è aver voglia di emozionare le persone, avere amore per quello che si fa, metterci passione ed essere il primo a godere di quello che si fa

Marco Balich, tratto dal Docufilm “I mestieri dell’Artainment”, di Marco Proserpio | © AWS

Direzione creativa

2. A tu per tu con Marco Balich

Un designer di emozioni

È difficile racchiudere la figura di Marco Balich in un’unica etichetta professionale.

Marco Balich

Un recente ritratto che gli ha dedicato il magazine GQ, riferendosi alla sua attività di produttore di Cerimonie Olimpiche, lo descrive come un «autore di “oggetti” complicatissimi che funzionano solo se evaporano in fretta nello sguardo». Nato a Venezia il 23 aprile 1962, Balich è sicuramente uno dei più importanti autori di live entertainment contemporanei, capace di coniugare nei suoi show una profonda sensibilità per l’eredità della grande arte italiana e un’istintiva capacità di racconto emotivo internazionale. Nel curriculum di questo sorprendente “designer di emozioni” si ritrovano più di 20 Cerimonie Olimpiche (da Torino 2006 a Rio 2016), grandi eventi per celebrazioni nazionali (dal bicentenario dell’indipendenza Messicana, nel 2010, al 550° anniversario del Kazakh Khanate, l’attuale Kazakistan, nel 2015) e show come Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel.

Tra la comodità dell’essere il primo in un campionato di serie B e il rischio di essere l’ultimo in serie A non ho mai avuto dubbi: scelgo il rischio.

Pochi minuti prima della Cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Rio 2016
(per gentile concessione di Olympic Channel)

Gli anni della musica e della TV

La carriera di Marco Balich inizia alla fine degli Anni ‘80 ed è una carriera eclettica e variegata, che parte dalla musica passando per la tv fino ad arrivare all’organizzazione di grandi eventi. Lavori diversi, competenze nuove che si aggiungono alle pregresse, sempre alla ricerca di cose da imparare, fare.

Non bisogna essere mai sazi, bisogna essere sempre curiosi, vogliosi di imparare

Ed è questo spirito che indirizza le sue decisioni, fatte di ostacoli da superare e di sfide da vincere.

Lavora all’organizzazione di una lunghissima serie di concerti per star internazionali (compreso lo storico live del 1989 dei Pink Floyd a Venezia). Produce 300 videoclip nel momento di massimo espansione del mondo delle tv musicali. Tra i tanti, lavora con Vasco Rossi, Laura Pausini, Jovanotti e Ligabue.

Le competenze acquisite per la produzione dei videoclip gli permettono dopo qualche anno  di volgere lo sguardo altrove, un settore diverso ma tangente alla musica: la televisione, che in quegli anni viveva un momento particolarmente felice ed era quindi in grado di fornire stimoli interessanti.

Ci mettevamo l’energia… l’amore per il prodotto, la voglia di fare, la voglia di fare bene, la voglia di proporre.  Cercavamo di esplorare mondi

Diventa così un produttore televisivo affermato e crea format per tutti i principali broadcaster italiani (Rai, Mediaset e non solo). Dopo qualche anno però, si rende conto che il mondo della tv non è il suo habitat.

non c’era nessun senso di proposta… e ovviamente questo deludeva qualsiasi speranza di un trentenne che voleva cambiare la storia della televisione

“Ok, si cambia”. Così Balich lascia la strada vecchia per una nuova e cavalca la sua intuizione di creare anche in Italia un grande festival musicale internazionale, possibile  grazie alla sinergia tra azienda e mondo dell’intrattenimento: nasce così nel 1998 l’Heineken Jammin’ Festival, il più grande rock festival d’Europa.

Per la prima volta c’era un festival importante come quelli del nord Europa che avevo frequentato. Fu una cosa epocale e bellissima, il fulcro di tanta energia

l’Heineken Jammin’ Festival fu un vero successo. Durò per diversi anni e venne esportato da Heineken anche in altri Paesi.

Ma ancora una volta, dopo alcuni anni,  Marco Balich inizia a guardare oltre, per trovare altre strade da sperimentare, per imparare nuove cose e per iniziare a fare qualcosa di veramente suo.

L’intuizione degli eventi

A metà degli anni 2000 una nuova intuizione dà un’ulteriore svolta alla traiettoria professionale di Balich, che decide di puntare sugli eventi, che sono momenti di grande elettricità e intensità.

Inizia a farne e ne fa sempre di più, acquisisce knowhow e finalmente approda all’evento degli eventi, la cerimonia olimpica. Viene incaricato di ideare e produrre le cerimonie di apertura e di chiusura dei XX Giochi olimpici invernali e dei IX Giochi paralimpici invernali di Torino 2006.

“Lo show più bello al mondo, quello a cui tutti gli artisti vorrebbero partecipare”

 

La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Torino 2006

Il nuovo filone di grandi eventi internazionale gli consente di collaborare con professionisti di fama mondiale e vivere esperienze straordinarie:

Questo è quello che voglio fare

L’anno successivo gli viene affidata la direzione creativa della world premiere della Nuova Fiat 500, mentre dal 2008 al 2010 sarà direttore artistico del Carnevale della sua Venezia.

Negli anni a seguire la sua esperienza nella creazione di grandi show-evento internazionali si arricchisce di nuovi importanti episodi, dall’apertura della Donbass Arenadi Donetskin Ucraina nel 2009, alle cerimonie dei Campionati Europei Uefa 2012, passando per la celebrazione del bicentenario dell’indipendenza messicana nel 2010 e l’evento di inaugurazione dello Juventus Stadium nel 2011.

Dopo il successo delle cerimonie di Torino 2006 (che si aggiudicano anche un Emmy Award), il nome di Marco Balich compare nei crediti olimpici di Londra, Sochi, Pechino, Rio.

I suoi show, sono caratterizzati da un’estetica e una capacità di racconto in grado di tradurre le specificità locali in messaggi universali. Per questo è sempre più spesso coinvolto nell’organizzazione di grandi cerimonie pubbliche in tutto il mondo.

Showreel 2018 Balich Worldwide Shows

Fra le sue esperienze si ricordano la Direzione Artistica del Padiglione Italia e l’ideazione dell’iconico Albero delle Vita ad Expo Milano 2015, per il quale si è ispirato tra l’altro alla piazza del Campidoglio disegnata da Michelangelo.

All’origine dell’Albero della Vita: Estrusione da Piazza del Campidoglio

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3. Marco Balich e Giudizio Universale

Dopo tante esperienze ai quattro angoli del pianeta, Balich e i suoi soci Gianmaria Serra e Simone Merico decidono che è arrivato il momento di raccogliere quando appreso in anni di grandi eventi internazionali per i più disparati committenti (dai Comitati Olimpici a istituzioni governative, passando per imponenti colossi industriali) e trasformare tutta quell’esperienza in un’inedita forma di intrattenimento dal vivo.

Fondano così Artainment (nel 2017), una società che propone un modo inedito di comunicare e vivere l’arte attraverso uno show live di nuova concezione. Artainment è infatti anche un format mai realizzato prima, basato su un mix di linguaggi (teatro, performance fisica, musica ecc.) e di racconto di un grande capolavoro dell’arte mondiale.

Balich ha sempre citato come uno dei fattori fondamentali del suo successo internazionale il privilegio tutto italiano di crescere immersi quotidianamente nel patrimonio di bellezza della nostra arte. Da qui l’idea di trasformare quello stesso patrimonio artistico nell’oggetto di uno dei suoi spettacoli. Uno show capace di trasmettere alle nuove generazioni lo stesso amore e la stessa consapevolezza verso l’arte che Balich ha posto alla base del suo percorso professionale.

Per mettere alla prova il formato di Artainment, Balich decide di iniziare con una delle opere d’arte più amate e visitate al mondo: la Cappella Sistina. Nasce così, con il fondamentale supporto scientifico dei Musei Vaticani, Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel.

Questa volta più che mai la sua esperienza pregressa e i tanti contatti gli sono preziosi per chiamare a raccolta i migliori professionisti al mondo. Dai creatori delle scenografie per i mega palchi dei tour di Rolling Stones e U2, al responsabile delle coreografie delle Cerimonie Olimpiche di Atene, l’ideatore e regista di Giudizio Universale ha creato un team d’eccezione che, con il suo stesso entusiasmo, lavora in sinergia e verso un obiettivo comune: mettere in scena il primo show di Artainment al mondo.

Trailer internazionale di “Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel”

Lo spettacolo, capace di attirare più di 100mila spettatori nei soli primi due mesi di repliche, va in scena all’Auditorium Conciliazione di Roma e si è trasformato in un elemento fondamentale dell’offerta di intrattenimento culturale della Capitale.