Percorso professionale

14 - 19 anni

Direzione musicale

John Metcalfe

Cosa fa il compositore e direttore musicale di uno show come Giudizio Universale?

Direzione musicale

1. Il direttore musicale, chi è e che cosa fa

Cosa fa il compositore e direttore musicale di uno show come Giudizio Universale? Per usare un linguaggio che ci è più familiare possiamo dire che il direttore musicale cura la colonna sonora, ovvero l’insieme delle musiche di uno show, di uno spettacolo teatrale, di un film. È il supervisore musicale, colui che cura l’insieme dei suoni e dei rumori che si intrecciano a tutti gli altri elementi della narrazione e delle immagini che la musica accompagna, determinandone atmosfera ed emozione. Nel caso poi di uno show come Giudizio Universale, la musica non è sottofondo o semplice accompagnamento, la “colonna sonora” ha un spazio importante, è elemento di costruzione del racconto e del suo significato.

Direzione musicale

2. A tu per tu con John Metcalfe

Per avvicinarci a questa professione incontriamo John Metcalfe, il direttore musicale di Giudizio Universale, che è anche l’autore di molti dei brani dello show.

Dallo show – La separazione della terra dalle acque | © Antonello&Montesi
Dallo show – John Metcalfe, Land and Water

 

Crossover tra generi e stili

John Metcalfe ha studiato viola a Manchester, Londra e Berlino ottenendo i maggiori riconoscimenti. È stato membro della band di culto post-punk Durutti Column, con la quale ha suonato qualche anno all’inizio degli anni 80 ed è stato violinista del Duke String Quartet per Vent’anni. Nel 1989 ha lanciato, insieme a Tony Wilson, l’etichetta discografica Factory Classical, sussidiaria della famosa Factory di Manchester, con l’idea di cambiare l’immagine consueta della musica classica, come possiamo leggere nell’intervista 15 Minutes With: John Metcalfe:

John Metcalfe

Allo stesso modo in cui il punk aveva sfidato l’idea di come la musica doveva essere fatta e suonata, volevo un’etichetta discografica che potesse combattere l’immagine elitaria della musica classica, noiosa e conservatrice e in particolare la riluttanza ad attrarre un nuovo pubblico al di fuori del genere classico. Mi sono avvicinato al capo della Factory, Tony Wilson, e mi ha dato il via libera per andare avanti e fare tutto – scegliere gli artisti e coordinare le registrazioni. Ero come un bambino in un negozio di dolciumi.

Produttore e arrangiatore per artisti del calibro di U2, Coldplay, Peter Gabriel e Blur, il neozelandese John Metcalfe è tra i musicisti più versatili, richiesti e stimati del nostro tempo. Nell’esperienza come arrangiatore gli album New Blood e Scratch My Back di Peter Gabriel, di cui oltre che arrangiatore Metcalfe è anche co-produttore, rappresentano un momento significativo rispetto alla sua ricerca:

Mi è piaciuto praticamente tutto. Lavorare con band come Coldplay e Blur è un vero privilegio ma collaborare da vicino con Peter Gabriel per tre anni sui due dischi Scratch My Back e New Blood, dove abbiamo reinterpretato canzoni usando solo strumenti orchestrali – senza batteria, chitarre o elettronica – è stato forse il progetto più straordinario.

 

The making of Scratch My Back. Peter Gabriel e John Metcalfe parlano della registrazione dell’album

L’album New Blood è l’ri-arrangiamento per sola orchestra dei brani che ripercorrono l’intera carriera musicale di Peter Gabriel, mentre Scratch My Back è composto da 12 cover di grandissimi artisti in cui Peter Gabriel è accompagnato solo da strumenti dell’orchestra.

È stato intenso ed elettrizzante ma c’era anche un po’ di paura a reimmaginare alcune canzoni estremamente famose come Heroes e Mercy Street. Sono stato anche il direttore musicale dei tour ed è stata un’esperienza straordinaria, che mi ha dato modo di lavorare con una grande orchestra e di esibirsi con tantissimo pubblico. In un certo senso è stata una continuazione del progetto Factory: portare quel mondo sonoro orchestrale ad un pubblico rock / pop.

Peter Gabriel – Heroes

Come compositore John Metcalfe ha al suo attivo 4 album (The Inner Line, Scorching Bay, A Darker Sunset e The Appearance of Colour) e il suo ultimo acclamato album solista The Appearance of Colour unisce mirabilmente i filoni del suo caleidoscopico universo musicale che abbraccia vari generi. Rispetto al processo e al metodo compositivo utilizzato, nelle note di produzione di alcune tracce dell’album, ci racconta di un approccio sinestetico, che torna anche in Giudizio Universale:

[…] associo i colori a lettere, numeri, giorni, settimane, mesi ecc., ma anche a note e chiavi. Quindi, per esempio, D maggiore è un verde ricco, A minore è di un giallo pallido, C maggiore è di un rosso brillante. Ho forti reazioni al colore e questi pezzi (in particolare ‘Contour’ e ‘The Appearance of Colour’) sono un tentativo di esprimere qualcosa di quelle reazioni mentre sempre più note (e quindi colori) si accumulano, si scontrano e si fondono per un periodo di tempo.

John Metcalfe. The Appearance of Colour

Uno stile, quello di Metcalfe, che spazia e unisce musica classica, pop ed elettronica, un continuo crossover tra generi e stili.

Nel background musicale di Metcalfe troviamo l’opera (suo padre è un cantante), sicuramente la musica classica, le influenze della Manchester dei primi anni 80, la musica Indie e l’inizio della musica house nel mitico club Hacienda, il gruppo post-punk Joy Division, la band elettronica d’avanguardia Kraftwerk, Eno…

John Metcalfe – Gold, Green

Alle tante collaborazioni con alcuni tra i più importanti nomi del pop e del rock internazionale (tra gli altri anche Morrissey e The Pretenders), si aggiungono i numerosi lavori in radio e televisione, i tour e le registrazioni come violinista con il Duke String Quartet, le apparizioni con il Max Richter Ensemble e l’attività per molte live performance. Con Marco Balich e il suo team ad esempio ha lavorato come Music Director & Composer delle ultime edizioni di Intimissimi on Ice all’arena di Verona. Più recentemente ha arrangiato e diretto l’orchestra per uno speciale della BBC dedicato agli U2, registrato nei leggendari studi di Abbey Road. Il suo quinto album solista è atteso per il 2018.

Dallo Show

John Metcalfe

Cosa consiglierebbe John Metcalfe alle ragazze e ai ragazzi interessati a lavorare in questo settore?

J. Metcalfe Mi viene chiesto molto spesso consiglio alle conferenze o quando vado a parlare nelle scuole. Come sei arrivato dove sei. Come si sopravvive nell’industria musicale. Come ce l’hai fatta. Credo ci siano delle regole: non arrenderti mai, preparati a non avere soldi, ma credo questo faccia parte della lotta per arrivare. Devi avere speranza, parlare con la gente, lavorare con musicisti diversi. Non avere paura di chiedere e credere in quello che fai. È molto importante credere in se stessi e in quello che si fa

John Metcalfe, tratto dal Docufilm “I mestieri dell’Artainment”, di Marco Proserpio | © AWS

Direzione musicale

2. John Metcalfe e Giudizio Universale

E arriviamo a Giudizio Universale, una grandissima sfida avvicinarsi e accompagnare un capolavoro dell’arte come l’intero mondo a colori che troviamo nella Cappella Sistina: sostenere la potenza degli affreschi, mettersi al servizio degli affreschi e celebrare il lavoro di Michelangelo, il suo genio e la sua energia creativa.

È un’enorme sfida in molti sensi. Se ti fermi a pensare cosa stai raccontando, viene quasi da pensare che nessuno dovrebbe toccarlo. È troppo sacro, troppo intoccabile. Il segreto è concentrarsi sulla tua arte, cercando di non farti scoraggiare dall’enormità del contesto che stai raccontando.

Video Intervista a John Metcalfe | © AWS

Metcalfe nel suo lavoro compositivo come abbiamo già visto associa note e colori, possiamo quindi immaginare l’impatto che gli affreschi della Sistina, con i loro colori, hanno avuto sul procedimento compositivo legato a Giudizio.

Dallo show – Il giardino dell’Eden | Luca Parisse
Dallo show – John Metcalfe, Adam, Eve and Paradise
Dallo show – Il peccato originale | Luca Parisse
Dallo show – John Metcalfe, Original sin

In Giudizio Universale troviamo brani di repertorio e musiche composte appositamente, un suono classico che si accosta e si intreccia con qualcosa di più moderno, l’orchestra e i suoi elementi, ma anche suoni elettronici, così come ricchi di una storia di secoli ma con un impatto potente nel presente sono gli affreschi della Sistina.

Dallo Show

Le musiche di Giudizio Universale

J. Metcalfe Le musiche che sentirete nello show sono un mix di repertorio classico e di alcune mie composizioni che a volte hanno un suono più classico altre un suono più moderno che unisce gli strumenti tradizionali di un’orchestra ma anche suoni elettronici e un grande uso del sound design. L’interazione tra i diversi elementi dello show è fondamentale perché questo show sia un successo, artisticamente parlando. Penso che se uno degli elementi dovesse prevalere sugli altri finirebbe per indebolire gli altri elementi. Questo show è concepito per essere un’esperienza immersiva dove non solo sei seduto a vedere ed ascoltare qualcosa. È concepito per coinvolgerci e farci riflettere, in un senso più ampio non solo sugli affreschi, ma sulle tematiche che stanno dietro.

Dal backstage di Giudizio Universale | © BWS