Percorso professionale

14 - 19 anni

VIDEO DESIGN

Luke Halls

Il Video designer di Giudizio Universale

Video design

1. Chi è e che cosa fa

Il video designer o designer projection artist si occupa di ideare e integrare video e in generale parti di grafica animata in molti contesti di live performance, dal teatro, all’opera, alla danza, in sfilate di moda, nei concerti e in generale negli eventi live. Negli ultimi anni, lo sviluppo della tecnologia ha permesso di sperimentare sempre di più in questo ambito e il video design è diventato un elemento centrale, insieme agli altri, nella concezione del set design delle live performance e nella costruzione e creazione della narrazione artistica in generale. Il video diventa un elemento di “gioco” all’interno di uno spazio scenico inteso in senso ampio, crea un ulteriore livello di senso e insieme agli altri elementi dello show crea l’esperienza, la storia, la visione della storia.

Video design

2. A tu per tu con Luke Halls

Per avvicinarci a questa professione incontriamo Luke Halls, il video designer di Giudizio Universale.

Dallo show – La separazione della terra dalle acque | © Antonello&Montesi

Crossover. Tra teatro e cinema

Luke Halls

Se parliamo di esperienza quella di Luke Halls è veramente molto ricca, un’esperienza maturata nella sperimentazione e nell’attraversamento di diversi tipi di live performance, discipline diverse che si influenzano vicendevolmente e i cui i linguaggi si mescolano. Luke Halls, attraverso lo studio che porta il suo nome, ha infatti creato e prodotto video design e animazioni digitali per una moltitudine di spettacoli musicali, teatrali, opere liriche e di danza. Adele, Beyoncé, Pet Shop Boys, U2, Genesis e Rihanna sono solo alcuni degli artisti che si sono avvalsi della sua creatività e talento visivo per i loro tour, videoclip e show televisivi. Nel 2012, Halls è stato premiato dalla British Academy of Film and Television Arts per il suo lavoro nello show televisivo “The Cube”.

Ma come è arrivato Luke Halls a creare video, visual e animazioni per le live performance? Se andiamo indietro nel tempo seguendo il suo racconto, troviamo passioni, curiosità e interessi. Da un parte il video, il cinema, e dall’altra il teatro, due mondi che fino a un po’ di tempo fa avevano confini ancora abbastanza precisi, mentre ora e sempre di più anche grazie agli stimoli offerti dalla tecnologia, i confini delle arti in generale sono sempre più permeabili, “attraversabili”, campi di ricerca in cui poter mischiare creatività e linguaggi differenti, non solo per raccontare ma per far vivere un’esperienza a 360 gradi.

Ho sempre voluto in qualche modo fare video, fin da quando avevo sette anni, avrei voluto diventare un cameraman, ma mi piaceva anche il teatro, lo spettacolo in genere, avrei voluto fare l’attore. Quando sono andato a scuola, ho cercato un modo per combinare queste 2 passioni, ma allora la tecnologia non veniva ancora applicata alle proiezioni, al lavoro in teatro e con gli attori. Per anni ho lavorato in televisione, come regista di video musicali, ma sempre con il desiderio di tornare a lavorare con gli attori, in teatro, in generale in show o live performance. Così a Londra ho iniziato a lavorare in questo ambiente, ho iniziato a fare Visual per artisti nel campo della musica, andavo nei tour con loro, creavo il design dello show e da lì, sono arrivati il teatro e l’opera e non ho più fatto cose per la TV, solo per il teatro

Video Intervista a Luke Halls | © AWS

Sono veramente tantissimi i progetti e i mondi creati da Luke Halls attraverso le proiezioni e il video design nei diversi ambiti delle performing arts. In Ugly Lies the Bone (2015), ad esempio, una grossa produzione teatrale hi-tech di Indhu Rubasingham, Luke Halls ha creato un incredibile mondo virtuale: un palcoscenico ricurvo diventa uno schermo gigante ogni volta che la protagonista usa i suoi occhiali di Virtual Reality.

Nell’opera Don Giovanni, una produzione della Royal Opera House, le proiezioni e il video design sono utilizzati per rappresentare l’evoluzione del tormento interiore di Don Giovanni. Nella clip che qui vi proponiamo, grazie alle proiezioni, Luke Halls crea l’effetto che i personaggi si muovano nei corridoi del palazzo.

Don Giovanni, diretto da K. Holter, Royal Opera House 2014  | Clip tratta da The Guardian

Ma cosa consiglierebbe Luke Halls alle ragazze e ai ragazzi interessati a lavorare in questo settore?

Quando qualcuno viene da me, perché interessato a questo mondo, oppure uno studente mi chiede consigli, trovo un po’ difficile parlarne perché gli direi “Non fare quello che ho fatto io”. Perché ho abbandonato la scuola, sapevo di voler fare questo lavoro, ho preso il rischio di trasferirmi a Londra per lavorare in questo campo. E ne è valsa la pena. Ma se non siete spaventati da lavorare duramente, ora ci sono moltissimi corsi di qualità che possono prepararvi bene. Ma non aspettatevi di finire il corso e saltare nel mondo del lavoro, dovete iniziare dal basso e fare esperienza. La cosa più importante non sempre è la conoscenza, ma l’attitudine.

Luke Halls, tratto dal Docufilm “I mestieri dell’Artainment”, di Marco Proserpio

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3. Luke Halls e Giudizio Universale

Arriviamo a Giudizio Universale. Luke Halls parla del suo lavoro e dell’esperienza nello show, uno show articolato, complesso e sofisticato. Le chiavi per il tutto? Molto studio, un utilizzo sapiente ed equilibrato della tecnologia e soprattutto un indispensabile lavoro in team.

Dallo show – Il Diluvio universale | © Antonello&Montesi

Ogni spettacolo è un’avventura diversa che ha bisogno di essere preparata, assorbita, studiata a fondo. Bisogna entrare nella situazione per poterla ricreare, elaborare, raccontare. Un lavoro preliminare indispensabile dunque: ricostruire e animare i dipinti di Michelangelo è stata una sfida complessa e interessante, che ha reso necessario uno studio approfondito delle opere fino ad entrare nella mente del genio per carpirne i segreti, i pensieri e i ragionamenti che si celano dietro ai capolavori.

Dallo show – Michelangelo, visioni | © Antonello&Montes

In tutto questo una parola chiave: la tecnologia. Sì, la tecnologia che rende possibile il lavoro del video designer. La tecnologia che potenzia la realtà e che ci permette di fare cose che prima non potevamo fare.

È una grande opportunità per me, mostrare cosa possono fare le video proiezioni nel far vivere questa storia.

Faremo indossare ad un ballerino una tuta con sensori di movimento. È un sistema che ci dice dov’è ogni parte del suo corpo in uno spazio 3D, useremo poi questi dati per creare visuals e animazioni in modo da avere una connessione tra la coreografia dei ballerini e le animazioni che sovrapporremo.

Luke Halls, tratto dal Docufilm “I mestieri dell’Artainment”, di Marco Proserpio

In Giudizio Universale, la tecnologia ha permesso di riprodurre e mettere in risalto particolari delle opere che non saremmo in grado di poter cogliere neanche se ci trovassimo all’interno della Cappella Sistina.

Dallo Show – La Cappella Sistina, Il GIudizio Universale, La creazione di Adamo, Il giardino dell’Eden | © Luca Parisse
Dallo Show – La Cappella Sistina, Il GIudizio Universale, La creazione di Adamo, Il giardino dell’Eden | © Luca Parisse

 

Dallo Show – La Cappella Sistina, Il GIudizio Universale, La creazione di Adamo, Il giardino dell’Eden | © Luca Parisse
Dallo Show – La Cappella Sistina, Il GIudizio Universale, La creazione di Adamo, Il giardino dell’Eden | © Luca Parisse

Ma fino a che punto spingersi? La tecnologia va utilizzata in modo sapiente ed equilibrato, va governata e indirizzata, senza lasciare che le opportunità superino il bisogno. Infatti, il grosso rischio delle proiezioni, dice Luke Halls sta nel fatto che esse hanno un potere tale da rischiare di offuscare tutto il resto. Come evitare che questo accada?

Un video designer ha il dovere di ricordare sempre di essere parte di un team più grande.

Non si può e non si deve dunque ragionare come se si fosse una voce sola, perché si è parte di un coro che deve cantare in armonia, si è parte di un gruppo in cui ognuno ha un ruolo preciso per il raggiungimento di un obiettivo comune. È una voce che si aggiunge e si amalgama alle altre, alla recitazione, al suono alle luci… Tutto ciò che viene fatto deve essere a servizio dello spettacolo e non deve distrarre da esso. Solo così si può creare uno show capace di generare tante emozioni, legate l’una all’altra così da rendere possibile un’esperienza emotiva forte e unica.

Dallo show, dietro lo show

Ecco alcuni Visual creati da Luke Halls durante la lavorazione di Giudizio Universale. Utilizzati durante la preparazione dello show questi video test ci mostrano il lavoro, l’idea creativa alla base della trasformazione dello spazio scenico e di tutta la sala dell’auditorium grazie a video e animazioni. Uno spazio, durante lo show, in continua trasformazione, e in cui il pubblico è immerso e avvolto. Ogni Visual è accompagnato dalla descrizione che ne ha dato lo stesso Luke Halls nel momento in cui i video test furono realizzati. In queste descrizioni l’autore accenna anche ai possibili cambiamenti e alle evoluzioni che durante la lavorazione ha immaginato per queste scene nell’ambito del video design, cristallizzate poi nello show e oggi visibili al pubblico.

Dallo Show

Side Frescos. Le pareti si animano

Studio preliminare allo show – Visual, La Cappella Sistina. Gli affreschi delle pareti laterali | © Luke Halls Studio

In questa scena Giulio II e Michelangelo stanno discutendo degli affreschi delle pareti, è prima che Michelangelo affreschi la volta. Gli spettatori sono immersi grazie alle proiezioni all’interno della Cappella Sistina, illuminata a lume di candela. La preoccupazione principale qui, è quella di presentare gli affreschi in modo che tutto il pubblico possa vedere chiaramente ciò di cui si sta parlando. Per questo abbiamo deciso di riprodurre gli affreschi sul palco, di ingrandirli, fare uno zoom su ognuno di loro per presentarli individualmente. Affinché il tutto avesse un impatto maggiore e per poter mostrare i dettagli, abbiamo ingrandito le figure, le abbiamo animate e posizionate come fossero statue dietro la cornice dell’affresco, facendole rimanere per tutta la durata del dialogo su ogni coppia di affreschi. Più avanti, abbelliremo questa scena con riflessi e riflessi sulle cornici e aggiungeremo l’effetto di luce a candela sulle pareti laterali e sul resto della geometria della cappella.

 

 

Dallo Show

David

Studio preliminare allo show – Video Test – David | © Luke Halls Studio

In questa scena Michelangelo crea il David attraverso la sua energia creativa e la raffinata abilità artigianale. Inizialmente la statua pulsa di un’energia che non può contenere; questo rappresenta il cuore creativo di Michelangelo e la forza che lo guida alla perfezione. Il David s’illumina via via in modo diverso, diventando sempre più raffinato, preciso, fino a quando la statua viene rivelata in tutta la sua gloria con le ombre che danzano sulla sua superficie di marmo. Negli sviluppi futuri del lavoro, l’energia dovrà essere ancora più raffinata, quasi come se stesse scoppiando dal marmo. Tutto dovrà essere sincronizzato al meglio con la musica e nel complesso il ritmo dovrà essere più veloce e più intenso. Tutte le animazioni per il David sono state create in software 3D, aggiungendo riprese video per creare alcune delle trame. Usando le luci mobili all’interno del 3D, possiamo creare effetti di ombreggiatura molto realistici.

Dallo Show

Land and Water

Studio preliminare allo show – Test video design per la scena della separazione della terra dalle acque | © Luke Halls Studio

La separazione della terra dalle acque è descritta attraverso l’uso di animazioni sui diversi elementi: terra, fuoco, acqua e vento. La pioggia sembra cadere intorno al pubblico e piano piano si trasforma, diventa sempre più forte e densa, un mare di onde che si infrangono. Successivamente, l’acqua sembra surriscaldarsi e ribollire, fino a diventare lava che scorre lungo le pareti e il palcoscenico. La lava poi sembra solidificarsi, rivelando un paesaggio roccioso, e alla fine l’affresco di Dio viene “dipinto” sopra la scena. Questo video è utile a mostrare un pezzo di work in progress nelle lavorazioni di Giudizio Universale e per mostrare le intenzioni, l’idea, che verrà poi raffinata, non è la soluzione definitiva adottata. I filmati degli elementi verranno sostituiti con animazioni, collegandoli con tecniche diverse e la lava si muoverà e scorrerà a fiumi verso e attraverso l’auditorium. Il paesaggio roccioso verrà animato come se crescesse dal fondo della stanza.

Dallo Show

Galaxy

Studio preliminare allo show – Test Video design, L’ispirazione |  © Luke Halls Studio

Per questa scena, l’intero auditorium si trasforma nello spazio. Sembriamo viaggiare attraverso l’universo, oltre le stelle, le galassie e le nebulose. Il video è proiettato sui soffitti, sui muri e sul palco in modo che il pubblico sia completamente immerso nel paesaggio spaziale. La scena viene creata utilizzando una combinazione di fotografie del telescopio spaziale molto dettagliate e animazioni generate al computer. A partire da questo video svilupperemo i colori, intendiamo aggiungere più arancione e toni caldi. Aggiungeremo anche delle costellazioni, che alla fine daranno forma a uno degli affreschi di Dio.

Dallo Show

Candles

Studio preliminare allo show – Video test, Il funerale del Papa | © Luke Halls Studio

In questa scena Papa Giulio II muore e le candele rappresentano il lutto della comunità cattolica e l’accoglienza del suo spirito nel regno dei cieli. Per questa scena abbiamo creato uno spazio architettonico onirico illuminato dalle candele in modo che le candele non siano semplicemente fluttuanti nel nulla. Si tratta di un espediente per portare la tecnica del mapping (il video mapping è una tecnica di animazione, che trasforma qualsiasi tipo di superficie in un display) all’interno dello spazio al massimo del suo potenziale. Trasporta lo spettatore in un altro luogo e la fisicità dell’architettura così come l’influenza della luce delle candele sulla superficie crea l’illusione di uno spazio reale. L’architettura è stata modellata sulle esatte dimensioni del teatro in modo che sembri naturale che sia lì, come se ci fosse sempre stata. Il modo in cui le candele entrano ed escono dalla scena dovrà essere rivisto e l’architettura dovrà essere rielaborata per adattarsi meglio agli archi sulle pareti laterali per rappresentare l’era di Michelangelo.